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drawings #3

Nato a Casablanca, Abdelaziz Zerrou vive oggi fra il Marocco e la Svizzera, dove l’ho conosciuto in occasione della mostra Embroyers of Actuality realizzata con la sua compagna Aglaia Haritz e il curatore Daniele Agostini. Artista eclettico e fortemente legato a una riflessione politica e culturale sul suo paese d’origine, Zerrou ha esposto in varie collettive e partecipato a numerose residenze d’arte in tutta Europa e nell’Africa del Nord.

Abdelaziz conduce una ricerca molto sottile, dove trovano spazio i luoghi della storia marocchina e quella dell’Islam, indagini su abitudini culturali, e sul retaggio del colonialismo francese di cui l’ambiente artistico del Nord Africa risente ancora oggi in modo particolare.

Nella carriera dell’artista si trovano i più contemporanei metodi di rappresentazione, dalla performance di “Mémoire Collective 16” al video “Al Kaf” ma anche installazioni, come ad esempio “Eurabia”. Per la prima volta, proprio in questa mostra, Zerrou si presenta con uno degli aspetti più classici e simultaneamente più forti della sua produzione: il disegno. Con un’abilità tecnica che oggi sembra persa nel panorama dell’arte contemporanea, Abdelaziz presenta tre serie di diverso formato: la prima e la seconda realizzate in monoprint e la terza con una particolare tecnica a inchiostro di china e polvere da sparo.

Assorbendo un repertorio iconografico estremamente vasto ed eterogeneo, che attinge da fonti storiche, dall’arte antica, da Wikipedia, dai fumetti e dagli archivi della Biblioteca Nazionale francese, l’artista rielabora le immagini con il disegno, uniformando questa molteplicità di fonti. Questa trasposizione grafica insieme alla scelta di presentare le immagini non singolarmente ma come parte di un organismo, ci dimostra quanto in realtà sia coesa la struttura che lega l’insieme dei lavori e quanto sia forte il desiderio di Abdelaziz Zerrou di far comprendere il proprio messaggio a chi guarda.

Osservare i video in cui Abdelaziz da fuoco alla polvere da sparo – attentamente distribuita sui contorni del disegno realizzato con inchiostro di china – provoca un’incredibile tensione, per il porsi di quest’atto in perfetto equilibrio tra distruzione e creazione. La traccia, lasciata dalla polvere da sparo enfatizza il disegno, il suo potere esplosivo é simbolicamente usato dall’artista per risvegliare la nostra memoria, per sottolineare un avvenimento che le cronache ufficiali hanno voluto dimenticare, oppure un accadimento che è stato manipolato per trasmetterne un ricordo distorto. Questa serie esige di esser vista nella sua totalità, la sua somma è infatti espressione diretta di un’identità che non si può comprendere parzialmente.

L’artista ci propone dunque un tipo d’opera che orbita tra due poli della ricerca artistica contemporanea, quello più concettuale, attraverso il quale Abdelaziz ci dimostra di non essere impermeabile alle ricerche di Cai Guo-Qian, e quello più tecnico, da identificarsi con l’influenza subita dal lavoro di Raymond Pettibon. Questa bipolarità va tutta ad accrescere il valore della ricerca di Zerrou che si svela progressivamente allo spettatore dispiegando i suo vari strati, sbocciando nella progressiva visione del suo insieme.

In conclusione Abdelaziz Zerrou ci accompagna, tenendoci per mano, nel suo personale flusso di coscienza, un fiume che si fa strada sinuosamente tra realtà e leggenda, tra sessualità e morte, tra modernità e passato, un viaggio che infine ci conduce nella storia stessa delle immagini.